
La tua voce è così orribile
che entra da uno orecchio
e esce dall’altro.
Il lavoro accorcia le notti.
Ho sempre bisogno di sapere
cosa c’è dietro la collina dell’orizzonte.
La rabbia non esiste senza la volontà.
La tristezza non si evita,
ma si attraversa.
La delusione ti abissa
fino all’estremità della terra.
Io cammino fino in fondo
e giungo là dove mi trovo
sereno nel mio stato d’animo.
Quanto orrore provoca l’odio.
L’odio acceca e uccide acremente.
Il razzismo vuole ridurre anche l’anima
alla misura del muro.
Muro ad annientare la dignità,
muro ad uccidere per essere,
muro per essere nulla.
Nessun potere, nessuna restrizione
può imprigionare la dignità.
Il valore di una persona non sta
quante volte va in chiesa,
quante volte si batte il petto,
quante volte abbassa la testa
dinanzi all’altare,
ma come si comporta verso il povero.
Oggi la verità non ha più diritto
alla cittadinanza, è fuori stagione,
è appesa al muro della nullità.
Siamo numeri appesi al muro della discordia.
Il mondo è ferito da nuove forme di schiavitù:
il denaro, il potere, il possesso
e l’ingordigia di essere qualcuno.
Tutto questo ci distrugge
e finiamo nel nulla.
Io canto, io canto la gioia di vivere.
Io canto ed esco da questa prigione di mente.
Io canto e spezzo le catene del razzismo,
oggi in questa giornata della memoria.
Io canto la fratellanza,
in questo mondo assetato e arido di pace.
La parola di chi ha vinto il mondo,
mi incendia di libertà.
Anch’io torno dal lager.
Il cuore impazzisce di sentirsi libero.
Quanta è difficile la libertà.
Libertà non sopporta vittorie.
Siamo tutti in uscita dal lager.
Io sono l’ultimo ad uscire da quel crematorio
e finalmente conosco
inni e salmi di pace.
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Paolo Turturro
