
Chi di lusso si veste, di lusso muore.
Giovanni il Battista veste
di peli di cammello
e si ciba di miele selvatico.
Egli è colui che ci invita
a spianare le strade impervie,
a raddrizzare i sentieri,
a camminare spediti verso la meta.
Chi ha reso disastrate le nostre strade?
Egli è il più grande nato da donna,
ma il più piccolo nel regno dei cieli.
Egli non è una canna sbattuta dal vento.
Le lacrime diventano stelle
che illuminano la notte
e il buio della nostra esistenza.
I ciechi vedono le cattiverie dei potenti,
i sordi odono i boati delle guerre.
Tutto finisce nel deserto,
senza fiori e senza felicità.
San Giacomo ci invita
a guardare l’agricoltore,
egli aspetta con pazienza
l’abbondanza della mietitura.
Niente è più fragile di un respiro,
respiro che penetra tutto l’universo
e affascina tutto nel profumo.
Chi crede, ha una forza
d’aquila.
Corre senza affamarsi,
cammina senza stancarsi.
Dove è più impotente la cristianità,
là non si trova più Cristo.
La pace pesa più della ragione.
Dirò anch’io qualcosa
sulla penna e sull’aratro.
La penna scava la verità,
l’aratro affonda le radici.
Annunciare la falsità
è la forza degli imbecilli.
La falsità rende il cervello
ottuso, più duro di una pietra.
Ho capito!
La pace non me la da nessuno.
Tutti discutono e nessuno è capace
di elargire pace.
Come se la pace fosse un fatto
d’imposizione e non un atto d’amore.
Non è un fatto di smaltire armi,
non è un discutere a lungo
con i potenti delle guerre.
É l’umiltà di convivenza,
è discutere assieme senza imbrogliare.
La pace nasce dal cuore dell’uomo
e si nutre di vero amore.
Lontano dal boato dell’odio,
è l’innocenza di vivere di pace.
Questa è la forza di Giovanni il Battista
che va sicuro al martirio
per amore della verità.
Isaia annuncia la letizia,
come un fiore del Libano.
Siamo nel deserto
e attendiamo sicuri la primavera della pace.
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Paolo Turturro
