Il medico e il paziente

Come oggi, 24 anni fa il card. Salvatore Pappalardo consacrava la cappella: Maria, donna di pace al Borgo della pace

Il medico e il paziente.

Bisogna avere molta pazienza per essere un paziente.

Non si accettava l’imprenditore caduto in malattia. Pensava che la sua caduta fosse, un giorno, il fallimento economico. Invece si trovò d’improvviso, caduto malato e sprovvisto di tutto.

Capiva bene che i soldi non potevano affatto guarirlo.

“Amico, imperò a scuoterlo il medico, siamo tutti come un seme. Seminato, cresciuto, maturo e colto per il bene di tutti.

Cosa voglio dire, precisò il dottore? Noi siamo il seme di Dio.

Osserva l’iter di ogni seme. Il seme di una ciliegia, seminato diventa ciliegio. Il seme di una mela, seminato diventa un melo. Così ognuno di noi, seme di Dio, seminato in Lui, diventiamo Dio. E’ meraviglioso, non ti pare?”.

“Il dolore, aggiunse un’infermiera, arriva a Dio prima di ogni preghiera. Il dolore sale a lui, mentre la nostra preghiera deve ancora partire”.

“Essere libero dalle cose, dal denaro non è facile, sentenziò l’imprenditore”.

“Si, asserì il medico, la libertà è faticosa, specie se è sottomessa al peso delle cose materiali.

Non è facile essere responsabile della propria vita, sotto la pressione del denaro.

Ci distruggiamo nell’insopportabile peso dell’apparire.

La libertà è una scelta pesante, ecco perché molti non la vogliono.

Accettati e guarirai anche da ogni malattia.

La guarigione avvenne davvero, l’imprenditore guarito cambiò persino la sua vita, mettendo a disposizione la sua impresa per il bene di tanti. L’economia per il bene di tutti. Meraviglioso, come un angelo che ci sveglia alla mattina con un’ala di sicurezza d’animo e non solo di denaro.

Paolo Turturro

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