Il tesoro del deserto

A Charles de Foucauld

L’eucarestia del cuore

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Il tesoro del deserto

Sono sceso nel profondo

a sentire i respiri della terra.

Il ventre dell’abisso sta generando

una nuova primavera.

I poveri sono i santi di Dio

e tu, carissimo Charles de Foucauld,

l’hai scoperto in mezzo ai Tuareg.

Essi sono vestiti di stelle

e nel loro vivere l’orizzonte è sempre l’uomo.

Hanno la tunica di cielo

e lo sguardo d’infinito.

I Tuareg, gli abitanti del silenzio,

ti hanno indicato la via dell’ascolto.

Ora tu sei santo

e con te porti tutti

sull’altare, dove respira

il sacrificio del cammino

dei beduini del deserto di ogni tempo.

Sotto il chiaro di luna

di ogni giorno

hanno tessuto una tunica

calda per ogni notte di gelo.

Sanno leggere il cielo

con gli occhi degli innocenti.

La superbia ottenebra la mente di odio.

Sono i santi del deserto

a seminare le lacrime

di un eden perduto.

L’appel du silence

m’incanta ogni giorno di eucaristia.

Le pietre e la sabbia

ti hanno svelato

la spiritualità del deserto.

Nel fuoco della povertà

hai consacrato ogni uomo

di eucaristia vivente.

L’uomo, si l’uomo,

è per te l’ostensorio vivente,

per adorare Cristo Signore.

Hai adorato l’eucaristia,

in ginocchio,

nella tua cappella di pietre

per tante ore al giorno,

come cacciatore di Dio

negli occhi di ogni misero.

Anche i sassi del tuo rifugio

sudavano parole divine.

Nel cammino del silenzio eucaristico

ci hai nascosto il Tesoro.

“Un uomo nel deserto custodisce un tesoro,

tanto che alcuni predoni vengono a sapere

e per rubarglielo lo uccidono”.

E’ la tua storia,

carissimo fratello Carlo di Gesù.

Grazie, mi metterò anch’io

in ginocchio ogni giorno

a rubarti il Tesoro

che tanto amavi: l’Eucaristia.

Il cuore è l’eucaristia vivente.

Paolo Turturro

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