La casa dell’angelo

La casa dell’Angelo

(Ti regaliamo la casa dell’Angelo per il Natale nel tuo cuore).

(Musica d’entrata)

 

(dialogo tra l’uomo e l’angelo, dialogo in una casa di pace).

Cronista:

Amici siamo immersi in un turbine di ostilità e di incertezze. Sopra la nostra testa imperano cumuli di cattiverie. Ci impaurisce la città della notte. Non ci sazia la montagna dei panettoni. Non ci illuminano le nostre comete luminose di plastica. Le fatue fiction ci annoiano, sono fatue e spente di emozioni.

Voglio invitarvi a un momento magico, a uscire dalla matassa dei supermercati di questo nostro natale, a uscire dai presepi di cartapeste, per gustare la tenerezza di una famiglia vissuta di gioia, che desidera la vita.

Ascolteremo la voce degli angeli, ascolteremo ciò che la nostra società non sa dire.

Ascolteremo ciò che il cuore sa dire. Nel cuore si vede l’invisibile e nella mente si ascolta l’impossibile.

Ascolteremo ciò che l’incredibile sa annunciare e sa vivere.

Spegniamo allora la mente, i cellulari e le nostre preoccupazioni e ascoltiamo.

1- Angelo della speranza: Sono l’angelo della speranza: ( due ragazzi entrano a discutere con l’angelo).

Ragazzi: Siamo qui, dicci tutto, carissimo angelo della speranza. Sappiamo che in quella casa laggiù una madre attende la vita. E’ tutta sola. Che dobbiamo fare?

Angelo: Si, volevo invitarvi a visitare quella casa. C’è tanto bisogno della vostra luce e del vostro sorriso. Andate, non abbiate paura della vita. Entrate e attendete ciò che il cielo vi dirà.

( i ragazzi vanno e circondano la madre).

Cronista: Non sempre si ascolta la voce del cuore. Vince sempre la voce della mente, che è un frullatore di opinioni contrastanti. Siamo divenuti sterili a forza di ideologie. Il cuore si è spento a forza di emozioni di basso piacere.

2 – Angelo del pane:

Sono l’angelo del pane. Noi quassù, nel cielo senza prati di grano, siamo gelosi del vostro pane, siamo gelosi dei vostri campi fragranti di spighe.

(Entrano altri due ragazzi)

Angelo: Ragazzi portate le vostre spighe di gioia, le vostre spighe di sorriso a chi stanotte è triste e senza pane. Stanotte, come a Natale passato, i ricchi butteranno tonnellate di pane nelle discariche del mondo. No, ragazzi, portate il vostro pane in quella casa affamata di pane di Dio. No, ragazzi, non sprecate il pane che è il sorriso non solo del sole. Andate con le vostre ceste a saziare di pane la casa degli uomini.

( I ragazzi vanno e circondano la madre).

Cronista: Il pane! Il pane spezzato. Il pane comprato. Il pane rubato. Il pane posseduto solo con il denaro. Il pane che non regola l’equa distribuzione dei beni sulla terra e crea l’abisso di due miliardi di affamati. Solo il 20% per cento dei ricchi gode dei beni della terra, beni donati gratuitamente per tutti dal creatore.

3 – Angelo della pace

Sono l’angelo della pace,

Vi annuncio la gioia di Dio. Vuole nascere in mezzo a voi. E’ il Signore della vita! E’ Gesù, Jesuà, il figlio mandato da Dio.

Ragazzi venite, solo il vostro cuore è innocente e pieno di pace. Chi ha pace nel cuore, sa accogliere Dio. Chi è in pace, accoglie l’altro.

(entrano due ragazze).

Ragazze: Carissimo angelo, siamo due ragazze, nulla possiamo fare per la pace nel mondo. Chi può sconfiggere 54 guerre nel mondo? Siamo piccole per essere ascoltate. Siamo senza voce per gridare al mondo la pace. Siamo a terra e nessuno ci fa salire su un alto monte a gridare la buona notizia. Le nostre amiche sono in mano agli Isis, violentate e torturate. Noi ragazze siamo la voce della pace ma ci mettono a zittire con le loro violenze.

Angelo:

Non abbiate timore! Voi siete le più idonee a gridare la pace. Voi, con la forza della vita, farete nascere la speranza della pace. La pace è scomoda e abita nei cuore senza sterpi e ostacoli di denaro. La pace è la vostra volontà di camminare sulla terra  con il cuore innocente.

Ragazze: Allora in quella casa non porteremo regali, non porteremo alimenti ma solo il nostro cuore che ama da impazzire. Andiamo a comandare l’amore.

( le ragazze vanno e circondano la madre).

Cronista: La pace oggi è una vera utopia, ma queste ragazze ci stanno ammonendo che l’Eu – topia è possibile.  L’Utopia è un non luogo, inesistente. L’Eu – topia invece è un Buon Luogo. Il buon luogo è il loro cuore, è il cuore di ogni persona.

4 – Angelo della terra

Sono l’Angelo  della terra. Non vengo da lontano.

Non vengo dal cielo. Abito in mezzo a voi.

(Due ragazze si presentano).

Carissimo angelo, gli uomini non credono al cielo. Non credono al bene, non credono agli altri. Sono l’uno contro l’altro. Si comprano con il denaro e con i favori. Sono uomini strani questi di oggi. Non sembrano nati sulla terra. Forse sono venuti da un altro mondo, dove la vita è solo possesso. Eppure noi camminiamo la terra e i passi dei nostri sentieri suonano felicità e serenità. Noi scorrazziamo sui prati di papaveri. Noi ci profumiamo di fiori  di lavanda. Noi ci rinfreschiamo in sorgenti di neve. Noi danziamo su campi di margherite. Noi dipingiamo i volti di sorriso. Noi cantiamo gli echi delle montagne. Ma tutto questo per gli uomini d’oggi è solo fantasia e ci obbligano a cambiare strada. Vogliono che seguiamo strade buie di odio, di consumismo non solo del corpo e di egoismo. Siamo impossibilitate a donare la gioia alla nostra terra. Angelo, che cosa dobbiamo fare?

Angelo:  Niente di più di tutto quello che fate già. Sorridete a chi vi insulta. Gioite a chi vi ostacola. Esultate a chi vi perseguita. Siate felici sempre, la terra abbisogna del vostro sorriso.

(Le ragazze vanno e circondano la madre).

Cronista: Come abbiamo devastato la terra! Quante guerre! Quanti crimini! Quante persecuzioni! Quanti martiri di ogni tempo, di ogni religione!

Ecco Oscar Romero sull’altare del sacrificio. Ecco don Tonino Bello, con un’ala di riserva. Ecco don Pino Puglisi con la palma dell’onestà nella nostra città. Ecco Gandhi con la libertà dell’India. Ecco don Milani con la sapienza della vera cultura. Ecco don Orione con il pane dei poveri.

5 – Angelo della vita

Sono l’angelo della vita.

Ecco, è giunto il momento. Ecco, è giunto il momento di Dio.

Angelo –  E’ giunto il momento della vita. La vita non muore mai. Il sorriso degli innocenti non si spegne mai. La mano della provvidenza è sempre sicura e abbondante. Il pane della solidarietà non secca mai.

Carissima Maria, tocca te, saziaci di vita.

(Entra una ragazza, chiamata Maria).

Angelo – Maria, entra nella nostra vita. Vieni nella capanna del cuore. Vieni, non tardare dopo secoli di attesa. Vieni, il tuo grembo è fragrante di tenerezza. Vieni, il tuo grembo profuma di Dio. Vieni, rosa del deserto. Vieni, candida colomba degli anfratti del cielo. Vieni, non sei sola a partorire oggi. L’effusione dello Spirito santo ha concepito il figlio di Dio nel tuo grembo. Il tuo grembo è il grembo di tutta l’umanità. Tu sei Maria, la Bonaccia che Dio Padre ci ha promesso. Lui è stato capace di realizzare la sua promessa. Voi uomini avete reso (Màira), la terra piena di tempeste, di peccati, di insolenze, di guerre, di disastri  ( dix – astrum) dieci astri inquinati, dieci tribù inquinate di altri dei. Solo due sono rimaste fedeli: La radice di Jesse e la stirpe di Davide. Io Dio, vostro creatore, vi manderò Maria, la Bonaccia, la pace, la madre che vi salva.

Ecco, il Figlio di Dio nasce dalla radice dell’Innocenza, nasce dalla radice della misericordia per Davide. E’ il figlio che nasce dal cielo di ogni fede, dal cielo di ogni uomo, dal cielo dello Spirito dall’alto.

Cronista: ( grida forte)

Alzatevi ragazze! Alzatevi ragazzi! Alzati, popolo santo di Dio!

(si invita la gente a stare in piedi).

L’Emanuele è con noi.

Il Natale è la nostra casa. Il Natale è il cuore abitato da Dio.

(segue musica per accogliere una coppia di sposi con il loro figlio)

( entrano quattro uomini con dei veli aperti in alto. Sotto la capanna dei veli procede la coppia. Dal fondo della chiesa entra la coppia di sposi con in braccio il loro figlio, salgono sull’altare e si inginocchiano con il bambino. Poi la ragazza Maria entra con il bambinello Gesù da fare baciare ai fedeli e tutti insieme cantiamo il Canto finale: Dipingi la pace).

Dipax

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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