L’agape

Io dipingo il risorto con le ali dei gabbiani e vesto la sua sindone di luci di ricami. Tutto il suo corpo è un vortice di luci: ecco il Signore dell’universo. Non è esclusivo per alcuno, appartiene a tutti. In tutti noi c’è Lui e noi siamo tutti suoi:ecco il Signore dell’universo. Anche gli angeli attraversano i sogni di Dio. Egli si è fatto uomo, perché tutti noi fossimo Dio. Peccato che io non sappia amare, altrimenti comprenderei la misericordia divina. E’ la musica che mi fa sentire le corde vibranti del cuore di Cristo. Io percepisco l’armonia nei gorgheggi di un usignolo. Le parole e le immagini sono mute dinanzi alla sinfonia della natura. Ho superato la paura con la consapevolezza di affrontarla e crescere assieme. La mia casa è l’albero, come per le formiche che corrono sui tronchi, come per i bruchi che brulicano le foglie, come per i coniglietti che s’intanano nelle cortecce, come per il picchio pellegrino che si riposa tra i rami d’ulivo. I miei pensieri di amare scorrono dalle grondaie del cielo. Con tre api nere volo a dialogare con Dio. Il viaggio dello spirito non finisce mai. Percorriamo l’arcobaleno per gustare di più l’eterno. Sono Icaro, l’uomo del cielo. Oh! No! Proprio no, quelle ali dello spirito non si sciolgono al sole, come creme di bellezza. Il tempo ha sopportato milioni di secoli e non si stanca di sperare nell’eterno. Cosa posso sapere io di appena soffio di anni? Cosa posso sapere io del Signore dell’universo? Non ci basta la mente per raggiungere l’eterno. Solo l’amore sfocia nel cuore di Cristo. L’amore che assaporiamo noi è appena una goccia di eternità.

Paolo Turturro

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