Un canto nel dolore

Un canto nel dolore

vale un’intera libertà.

Sono la voce delle sole vocali,

le consonanti non servono al dire,

se le inghiotte il soffrire.

Ciò che è nell’innocenza è tutto risaputo.

Si muove a memoria dentro di noi,

come per un cieco le cose in una stanza. Meglio fagioli da libero che arrosto da corte. Ti dico in faccia la verità, anche se mi pugnali alle spalle non cambierei nulla. Una valanga di pugni non vale un fiato di verità. Ti insegnerò ad amare. Cominciamo dai tuoi occhi. La dentro ti scriverò tutta la passione di Cristo. Sentirai l’ardore del suo amore. Dai, scendi dal tuo piedistallo. Innalza il tuo sguardo a ciò che è eterno. Non volare basso a respirare la polvere che gli altri ti sollevano. Nei tuoi occhi c’è il mistero. Sul tuo volto c’è la bellezza della mano divina. Nelle tue mani c’è l’infinito che tu non conosci e che, senza che tu sappia, da tempo l’hai assopito d’inerzia. Io sento come ti ottura il male. Ricordati hai solo un cuore, non spegnerlo palpitando odio e rancori. Io so creare la soluzione. E’ fatta di una piccola parola:”Scusa”. Dillo a te stesso di non averti amato. Dillo a te stesso di non avere sperato nelle tue forze. Dillo a te stesso di non avere creduto che gli altri sono una tua ricchezza. Dillo a te stesso di non aver creduto alla forza del tuo cuore conquistato che converte il tuo feroce vincitore. Dillo a te stesso, troppo tardi ti ho amato, o infinita misericordia! Dillo a te stesso di aver bevuto calici di Cristo senza sentire il sapore divino. Io ne sono certo, butterò il traguardo nella gioia. Io ne sono certo, respirerò da Dio. Nel luogo idillico del cuore non ti manca la città dell’opulenza. In questo luogo idillico persino la morte è un dolce respiro, come la dormitio Mariae.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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