Un giorno madre

Un giorno madre

Mi inviti a parlare della famiglia. Io non so dire nulla di Maria e di Giuseppe, ma ho nell’animo tante famiglie allo sbando.

Cominciamo dalla donna per rifondare la famiglia.

Ogni donna è il segno della vita, nel suo grembo Dio ha infuso la creazione. Donna si diventa a essere madre.

Il grembo di una donna è luce a concepire la vita.

Nove mesi di attesa a donare un cuore che palpita eterno.

Senza una donna si resta nell’inconscio del buio.

Senza la donna muore la vita.

Senza una donna il mondo è un covone di paglia e di crusca.

Senza una donna la casa è gelida e vuota.

Madre a effondere tenerezza con il silenzio del suo sacrificio.

Madre, perno dei sentimenti e del discernimento.

Madre, ulivo radicato nelle radici dell’amore

e nella linfa del rispetto

e della totale consacrazione.

Madre, libro della vita, scritto con il sorriso del sudore, con le mani della fatica, con la notte dei sogni che vegliano ovunque c’è vita.

Madre, bellezza di diamanti di carezze, perle di lacrime che irrorano tenerezza, brillanti di sacrifici a donare alla famiglia tranquillità e benessere.

Madre, dea di ogni marito e ultimo sospiro di ogni uomo.

Madre, corporale dove si consacra la vita.

Madre, dove ogni figlio diventa uomo.

Donne, non impupatevi per divenire femmine,

siete il grembo di ogni creazione.

Tu madre, non imperare tuo figlio a divenire come te

o a essere ciò che tu di lui hai sognato e vuoi tuttora che sia.

Gli hai donato la vita e in essa c’è tutta la sapienza di ogni decisione, di ogni vocazione e di ogni professione.

Tuo figlio è un uomo che hai creato libero a camminare con le sue stesse gambe.

Madre che dona tutta se stessa e mai grida e canta:”Me ne frego. Dipax

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