Fuori argine

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Stamane effondo benedizioni a raggi di sole. Ora cavalco il tempo e lo guido all’eterno. I miei giorni sono un pianoforte. Note nere e bianche, a diapason e a martelletti di violini. Io non so suonare il tempo, corre sempre avanti a me. Sono sempre fuori tempo. Altri suonano, a bacchette di denaro, messe e sacramenti. Con questo sistema mi trovo sempre più isolato. Nessuna ambiguità mi circonda. La gente è pazza di politica sporca. La solitudine è il pianoforte suonato dai giusti, ma alla gente questo poco importa. Il saxofono vibra solo per i poeti che sono fuggiti da questo secolo. Valgono più i soldi che le virtù. Io non sono di questa corrente, per cui scorro fuori argine. Suono tasti del silenzio e l’armonia è registrata nei raggi della luce. Il giorno qui è sabbioso, la fuliggine intossica il respiro. L’aria sa di sabbia di deserto. Da tempo anche la costituzione italiana è aggredita da vampate di decreti a demolire la vita dei nostri padri fondatori. Tanti onorevoli a massacrarla fino in fondo, per raggiungere il vitalizio a vita, per sé, e dopo la loro morte, per figli, per nipoti e pronipoti. Che disgrazia ha raggiunto la politica!

Paolo Turturro

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