Pandemia e miserabili

Pandemia e miserabili

Sul filo elettrico della politica si conduce la corruzione, anche sfruttando la pandemia. C’è un abisso di differenza tra i poveri e i miserabili, non solo di Victor Ugò. I poveri conservano nella sofferenza la dignità di essere persone, la dignità della loro famiglia, la dignità del silenzio nel soffrire. I miserabili invece perdono la loro dignità, mai avuta, nella corsa sfrenata al denaro e al potere. Miserabili nella gestione della pandemia, miserabili sugli ammalati stessi. Miserabili sono coloro che sfruttano il sudore e la fatica dei negozianti, minacciando con il pizzo. Miserabili sono coloro che con la potenza della gloria usano il sacro. I poveri hanno lo sguardo della speranza, gli occhi alto al cielo. I miserabili hanno occhi di bracia, gli occhi di fuoco e di arrivismo. Forse l’inferno è nei loro occhi. Amo la povertà del contadino che zappa per sostenere la sua famiglia. Biasimo e rabbrividisco dinanzi a coloro che usano il lusso rubato ai poveri. Il povero gode della sua salute e della sua dignità. Il miserabile si trincea dentro la matassa della sua corruzione.

Paolo Turturro

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