Sono adatto al Vangelo?

Davvero il mondo non mi appartiene. Come si diventava santi nel clima della borghesia? A me stesso chiedo tante volte:”Perché per vivere la Parola di Cristo, dobbiamo servirci della morale delle religioni?”. Ci svuota il contenuto e rischiamo di perdere la fede. Per paura di compromettersi lasciano uomini e donne condannati alle ingiustizie. Non si schierano per timore di fare la stessa fine. Anche i samaritani rifiutano Gesù, non si schierano con la sua sorte. Camminare verso la verità è sempre un pericolo. Tutti noi, come Giacomo e Giovanni, tiriamo la corda della condanna: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Consumare i magistrati corrotti? Tutti noi siamo solerti a distruggere il nemico. Gesù si voltò e li rimproverò. Chi rimprovererà noi che condanniamo divorziati e separati? La via di uscita è sempre andare altrove. Seguire Gesù è un’avventura lunga e difficile. La risposta di Gesù è fin troppo chiara:” Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Una risposta chiara per la nostra sequela. Quanti averi abbiamo noi preti. Quanti palazzi affittati o vuoti di proprietà delle chiese. Quante scuse abbiamo per non seguire coerentemente il Signore. Prima seppellire i nostri affari. Secondo le esigenze ci impongono di sistemare parenti e amici e poi e poi le cose di Dio. Gesù, ancora una volta, è tagliente per tutti noi preti:” Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”. Forse conviene domandarsi:”Sono adatto per il regno del vangelo? Sono coerente con le sue beatitudini? Oppure lascio il compito solo ad alcuni monaci e preti?

Paolo Turturro

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