Sono nato…

Non mi fido del silenzio della paura. Convivo nella biblioteca delle persone. Qui dentro i libri sono senza fogli e non c’è bisogno di aprirli. Gli occhi invitano le persone a parlare. Qui mi sento davvero in comunione con i santi. Il canarino mi trilla la sua gioia. La letizia non si può liberarla dal cuore, si spegne; così potrebbe avvenire per il canarino, fuori dalla gabbia morirebbe. Lasciami andare nel tuo abbraccio, il respiro è la voce della tua creazione. Non ho tempo per ironizzare Sanremo, troppi disastri nel mondo mi stringono il cuore. Come fai tu, Dio, a sopportare disastri, terremoti, guerre, massacri, blasfemi e menzogne? Davanti a una oppressione io mi smarrisco e mi deprimo. Come fai tu ancora ad avere fiducia in noi creature? Grande è il tuo amore e io dentro di te sto bene. Come fa l’uomo a cacciare il male, quando la cattiveria è cancro dentro di sé? Puoi blindare tutta la tua casa, ma a nulla serve quando il malvagio è dentro di te. Siamo così seri, come una donna che si apre ai giovani con consigli saggi, vestendosi nuda in TV. Io non capisco niente delle mode, perché gli affari non mi interessano. Gli esperti sanno parlare seriamente di psicologia e di cultura, confondendo la gente. Nascondono i loro tabù con discorsi aperti a voragine di guadagni di perché. Sono nato fuori tempo, le mode non mi plageranno mai. Non indietreggio, la farina buona fa sempre buon pane.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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