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Ritorniamo a Betlemme! Ritorniamo alle origini. Ritorniamo alle Beatitudini, le vie della felicità. Ritorniamo in Galilea a incontrare il Risorto che non ci ha lasciati orfani. Ecco ci invita a salire sul Tabor, sul monte dove Dio si vede. Oh! Non è Cristo che si trasfigura, ma Cristo dà ai nostri occhi la capacità di vederlo. Abbiamo occhi trasfigurati da Cristo. Lo vediamo dentro il nostro cuore luminoso, più candido di una veste bianca, lavata con la cenere di liscivia. Dialoga con noi: in Mosè tutti i nostri ragionamenti, tutte le nostre leggi; in Elia tutte le nostre speranze, tutte le nostre profezie, tutti i comma, tutte le nostre quisquilie. C’è sempre qualcuno che si innamora di Dio. E’ ardito Pietro a costruire una tendopoli per il cielo. E’ ardito Pietro a erigere tre capanne per chi dialoga con Dio. Troppo bello per non finire. Troppo comodo per non smettere di accomodarsi. Troppo comodo è Dio a restare fermo sul monte del cielo. Ci invita a scendere. Scendiamo a valle, scendiamo al Borgo vecchio. Scendiamo sulle strade delle nostre città. Dio ci accompagna, scende con noi, non solo dal cielo. Ora sai chi è Dio. Cristo. Ora conosci il suo volto? Quello di Cristo. Oh! Non dirlo a nessuno, ti sputerebbero in faccia l’ironia del non crederci. Chi sei tu a vederlo? Quale fantasia ti ha colpito? E poi non ci basta il Cristo luminoso sul Tabor, perché cercarlo nella risurrezione? Il Tabor è l’iceberg della vita eterna. Non puoi vederlo per sempre sui monti del tempo. E’ oltre il Tabor della terra. Si salirà lassù, quando ognuno di noi completerà il suo Battesimo. Io vorrei rimanere ancora sul Tabor, non voglio salire sul monte del Cranio, sul monte del Golgota. Prima o dopo ci saliamo tutti. E’ bello stare con Dio. Io mi trovo bene con Lui! Amici di Prima Radio, non è una illusione la mia. Appartiene anche a voi questa stupenda realtà divina. Amici, non si fa fatica a salire sul monte di Dio. Non costa nulla, se non qualche lacrima d’amore.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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