Beati i miti

 

 

(La forza della mitezza)

Amico, sono di passaggio, come un fiore incantevole di un giorno.

L’orrore del tuo odio mi fa male ancora al cuore. Ti comanda solo l’ignoranza.

L’onesto fatica e resta al suo posto di lavoro anche fuori orario.

Tutto può finire in macerie a causa della tua stupidità.

 

Ascolta una Beatitudine. Non sono il mite che vorresti calpestare.
Mosè, sul Sinai, ha scritto i 10 comandamenti.

Mosè impone l’ascolto: lo Shemà.

Gesù Cristo manda i suoi piccoli con un nuovo comandamento, con il comandamento delle Beatitudini, “mandato con” il fiato d’amore.

Scopriamo nelle carte di Qumràn la novità nascosta nelle Sacre Scritture.

 

Gesù Cristo, nel discorso della montagna, annuncia le 8 Beatitudini della risurrezione: la vera felicità, la buona Novella, per oggi concretizzata nel vissuto, nella mancanza di un lavoro, nel debito pubblico da eliminare, nel vivere con gesti d’amore quotidiani. Ecco, dice Cristo, voglio togliervi, con le mie Beatitudini, ogni debito pubblico e privato, umano e spirituale.

 

Per te ho meditato: Beati i miti.

Vediamo un po’ se ti appartiene oppure è vitale solo per me, o per noi due.

 

Procediamo per passi esegetici, senza escludere la novità che lo Spirito Santo ora ci effonde.

Makàrioi oi praeis:

Praeis: mansueto, benevolo,

parla con calma,

ascolta con mitezza,

addomestica con mansuetudine,

(non dimentichiamo chi voleva addomesticare una volpe, un lupo, che frate era).

E’ il diseredato che ha perso tutto e che diviene schiavo del potente di turno;

è il diseredato che ha perso la terra, la casa, i campi e dove abitare.

Il potente invece, comanda con violenza;

il mansueto, il domestico di casa, placa il padrone violento

che impera comandi con alterigia.

E Cristo a lui: “Tu, domestico di casa, sei più forte del tuo padrone che non è capace di dominarsi, perché puoi godere di una casa che non hai, di una terra perduta, della Terra Promessa. Dai, forza, credi in me, sii mite per godere ciò che gli altri, pur incatramati di potere, non possono gustare”.

 

Andiamo avanti nell’esegesi. Preparati a capire.

Kleronomeo: ricevere a sorte, ricevere in dono,

essere erede di nuovo di una casa, di un  terreno, della terra, della Terra Promessa.

Ottenere la gioia della terra, perché con la tua mitezza ti riscatti dalla schiavitù, perché puoi godere di nuovo, dovunque tu sei, una casa, il sole, il mare, le stelle, il firmamento.

La tua mitezza ti permette di gustare ogni cosa della terra.

Il violento, colui che uccide, il mafioso che si nasconde, non potrà mai godere di una bella giornata, del sole, dell’amore vero, della sua famiglia, perché vive occulto nelle tenebre.

Tu mite, mansueto, puoi godere dei beni della terra.

 

Impara, o potente! Il possesso non ti darà felicità, ma solo amarezza e preoccupazioni.

Impara anche tu a essere mite e godrai, non solo della terra, ma della risurrezione di Cristo.      Dipax

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