Circonciso di cielo

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La stalla è vuota. In una stalla vuota, uno sguardo di fede.

 Sotto il cielo dei sogni vivevo già nel dopo. Stavo nell’infinito dei miei pensieri. Già operavo nell’infinito. Già camminavo in una salvezza al giorno. Trovavo sempre la via per ascoltare il cuore. Il vangelo di Luca con tutta l’infanzia di Dio, era la mia libertà a vista. C’è sempre un’ancora tra gli scogli circondati da onde impetuose. Io ero in uno scoglio di silenzio e di isolamento. Ero malato e potevo infettare gli altri. Tuttavia leggevo le sue pagine con il capo coperto per rispetto della divinità, come gli ebrei. Anche un soffio è aria aperta. Anche un raggio nel buio del letamaio è aria aperta. Io leggevo il sogno di Giuseppe e non mi scoprivo il capo dinanzi ai suoi dubbi, come fanno i cristiani dinanzi al vangelo. Nel battesimo mi sono circonciso di cielo e per questo non mi tengo il prepuzio del tempo. Il vento a volte è insolente. Mi sfoglia le pagine di Luca per non giungere a Dio. Io lasciavo ugualmente aperto il libro. Dio parla anche senza che tu legga. A che serve avere un libro aperto senza leggere un rigo?

Paolo Turturro

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