Custodire e consacrare

Custodire e consacrare

Custodire la fede, senza schemi di imposizioni e senza canoni di paure. Custodire la vita, senza le frasche secche delle leggi che otturano, come il fumo, il respiro delle persone. Custodire i sacramenti che ci portano gioiosi al creatore. Custodire è conservare, dentro il cuore, tutto il mondo di Dio. La fede non si conserva dentro un frigorifero, né dentro un freezer, come gli embrioni. La fede non ha embrioni, ma solo spirito e lo spirito non può essere congelato, per consumarlo a nostro piacere. L’eredità della Parola di Cristo non è soltanto nel vangelo, ma dentro ogni cristiano, dentro ogni persona. Che vuol dire custodire la Parola, se non viverla autenticamente dentro il nostro spirito? Che vuol dire conservare Cristo, se non trasmettere l’eredità del risorto nel battesimo della vita? Ecco tutto si custodisce nel consacrare il vangelo nell’agire della nostra quotidianità. Ecco consacra Cristo nel bacio dei tuoi figli. Ecco consacra Cristo nel lavoro che ti affatica. Ecco consacra Cristo nel dolore che ti opprime. Ecco consacra Cristo al di là del dubbio e del cattivo esempio. Ecco consacra Cristo nella gioia di ogni giorno. Ecco consacra Cristo nello splendore di ogni aurora. Ecco consacra Cristo nelle vene della chiesa. Ecco consacra Cristo nella missione della tua professionalità. Ecco consacra Cristo nelle mani con cui operi, per togliere il cancro, non solo materiale. Ecco consacra Cristo nell’abbraccio del perdonare chi ti ha offeso nei tribunali della vita. Ecco consacra te stesso e il tuo cuore risorgere come quello di Cristo e la tua alba sarà il giorno di Cristo.

Paolo Turturro

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