Il Ponzio Pilato dell’Ucraina

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Il Ponzio Pilato di Gesù lo conosciamo fin troppo bene. E’ arduo conoscere il Ponzio Pilato dell’Ucraina. Noi tutti affermiamo che non è compito nostro ristabilire la pace. La forza e la capacità sono soltanto dei potenti. L’umiltà è di Dio. Anche noi, in parte, siamo Ponzio Pilato in questa assurda guerra. Anche noi ci laviamo le mani, schierandoci con la non verità. Abbiamo la coscienza pulita, perché mai usata. Inoltre affermiamo che l’aggressione è divenuta un diritto di conquista e di stabilità. La nostra coscienza barcolla tra le notizie vere e false. Chi è giusto, afferma sempre il vero. Chi è potente, a volte, camuffa il vero con il falso. Occorre il discernimento dello Spirito e non soltanto quello delle diplomazie. Ci laviamo le mani e così siamo apposto. Nel dolore cominciamo a capire che non ci è lecito lavarci le mani. Condividere la sofferenza di chi è massacrato, è già un piccolo passo verso la verità. Il Pilato siamo anche noi, non ci interessano le fosse comuni dei cadaveri, non ci interessano i giovani mandati in Siberia, forse, a morire. Non ci interessano le migliaia di donne violentate. Non ci interessano le centinaia di bambini uccisi e scomparsi. Non ci interessano le tante città massacrate. Cosa ci interessa allora? Schierarci, nel duello, con il potente di turno. Tu con i russi e gli altri con gli americani. Finita la guerra tutto sarà a posto, eccetto la verità. La verità è nei cuori dei morti. Noi non sappiamo leggere i dolori di chi è morto per la libertà. Finita la guerra, tutto sarà ricostruito, eccetto la fraternità tra i Russi e gli Ucraini. Finita la guerra, saremo felici, perché l’aggressione non è giunta nelle nostre case. In caso contrario, siamo pronti a combattere contro il prossimo aggressore. Il diritto alla pace e alla vita è superiore al diritto della difesa. Ci basta sperare che cessino il fuoco, così i potenti ricostruiranno le loro città distrutte. Tutto verrà risolto con decreti umani, ma senza cuore, senza interpellare coloro che hanno sofferto. Ancora una volta la storia sarà scritta dai vincitori. Tutto sarà sancito in bilico, come una guerra fredda, pronta, domani, a una nuova aggressione. La verità verrà dimenticata o forse disseppellita dalle fosse comuni dei morti. La verità è nata per risorgere, anche se i muri dei confini ci separeranno ancora. Domani Caino e Abele ritorneranno fratelli e non costruiranno più armi e barriere di odio e di rancore. Il sorriso ritornerà dall’esilio e la pace abiterà in ogni figlio e figlia d’uomo.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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