La capanna del cuore

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Io preferisco le diete apparentemente povere. Io custodisco il Natale nell’angolo più remota del mio cuore. Riscaldo Dio con il fieno del mio alito. Io non ho bisogno di pesticidi, per distruggere il male; nel terreno della mia anima non ci sono semi malvagi da germogliare. Io sono sottoterra, sono sotto diversi metri di terreno, dove nessuno può seminare qualche seme di male. Io m’impasto con la terracotta della terra santa del mio sacrificio. Il mio cuore è una culla calda, dove ogni povero si può riscaldare. Per chi entra offro un piatto povero, ma salutare. E’ la pietanza della grazia. Vieni, attendiamo assieme Colui che impasta il pane dell’anima. Lui è il lievito dello spirito che fermenta grazia e benessere per tutta l’umanità. Non siamo dei vasi sgretolati e freddi, senza anima. Vieni nella capanna del cuore, c’è tanto calore da riscaldare il più gelido e ghiacciato di odio. Più una persona è buona, è meno ha bisogno di essere lavorata.

Paolo Turturro

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