Salire

S

Salire le scale è pesante. Ascendere non è da noi, fatti di terra. C’è chi ci trasporta in alto. Non voglio banalizzare l’ascensore, dove tutti noi montiamo, per salire ai piani superiori. Il tuo piano dove è, Signore? E’ alto più di un grattacielo? E’ dentro di noi. La nostra superbia è la bassezza, la tua umiltà è la nostra altezza. Mi hai prestato la tua ala! Ora spicco il volo. Un volo così in alto, mai fatto!Ti ho raggiunto, Signore! Questa volta non voglio perderti più. Mi aggrapperò a ogni raggio di luce, perché tu sei asceso nel fuoco dello Spirito santo. Ora il cuore è davvero una fornace a ultrasuoni di pace. Non tocca a noi conoscere i tempi e i momenti della salvezza. La mente non può conoscere l’eterno. Solo il cuore palpita ascendor superior. Non fisso il cielo, penetro l’anima. Tu non sei entrato in un santuario, fatto di mani d’uomo. Ecco tu vieni senza alcuna relazione con il peccato. Ora la tua venuta è totalmente escatologica, piena di vita e di bellezza. Io non vacillo, la mia professione è la fede, corroborata dalla speranza. Il povero è la via, dove ti incontro, Signore. Tu sei il Signore dei poveri, nulla a che fare con il Signore dei sigilli. L’umiltà dell’orazione raggiunge le altezze dell’estasi. Cristo, mio amico, è degno di fede. Tu sei asceso al Padre e non certo ti sei distaccato da noi, ma soltanto dalla terra, per incontrare il cielo, dove tutti noi già abitiamo. La chiave del paradiso è il bacio degli umili. Chi ama, ha un bacio eterno.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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