Un nuovo santo

Tu che sei risorto, fammi risorgere dalle ingiustizie. Che io esca dalla solitudine che distrugge. Altro è l’umiltà. Tu che sei il risorto, fa che ogni persona risorga dal dolore. La croce del tempo è pesante e nessuno risorge dalle pietre. Anch’io ho pianto sulle pietre della mia chiesa. Tu che sei il risorto, donaci una piccola tenerezza di pace. Scoraggiato è il cuore a non uscire dalle ingiustizie. Tu che sei il giusto, non puoi avvilirti nelle ingiustizie umane. Perché hai reso pronta la giustizia in cielo, quando l’uomo è impastato di ingiustizie in terra? Ho affogato i perché, ma i dubbi sono tornati a galla. Ho interrato il sangue e l’amore è fiorito nei campi degli occhi. A che cosa serve il giorno, se poi diventa notte? A che cosa serve la vita, se poi diventa morte? Ti prego, o Risorto, schiodaci da ogni perché. Ti prego, o Risorto, che il cuore canti davvero e per sempre l’alleluia della vita. L’alba è la speranza concreta che il respiro continua? L’uomo si dispera, consumando perché. OH! La mente! Causa di ogni dolore? Causa di ogni deviazione! Causa di fuga da ogni eden! Forse non bastava il cuore per amarti? Il dramma non è l’uomo, ma Dio che non può scorrere nelle vene di ogni vivente. Oh! La nostra fine che non darà una risposta ai perché della vita. Oh! Il sipario che chiude l’esistenza, senza sapere il perché. Io ora ritorno dalla via di Emmaus, forse perché ho incontrato un povero di spirito, come me. Mi ha fatto salire su una nicchia di altare e mi ha tolto, dai piedi, la scala su cui mi ha fatto salire. Lassù, ingabbiato di ragnatele, il prete ha suonato le campane a festa, gridando ai fedeli di avere un nuovo santo. Chi lui? Ha gridato la gente. Chi lui, superbo di mente! Ognuno poi ha vomitato i suoi peccati. Così è uscito, dal suo petto, come un piombo, l’orgoglio, E’ uscita l’angoscia che gli avviliva il cuore. Poi, anche lui, ha orinato ogni peccato e leggero è sceso dalla cattedra della sua nullità. Ora a terra da ogni pensiero, si è trovato incarnato di pace e di serenità.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *